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Lo sguardo di Satana – Carrie: la recensione del film e trailer
Lo sguardo di Satana – Carrie: la recensione del film e trailer

Lo sguardo di Satana – Carrie: la recensione del film e trailer

Premetto che: io sono un’accanita fan di Stephen King e non mi faccio scappare un suo libro, neanche per sbaglio e che Carrie è il primo libro che ho letto di lui e quindi ci sono particolarmente legata. Dunque non potevo vedere questo secondo film ed ovviamente non poteva non nascerne una critica. So bene che un film è un’ispirazione che in teoria dovrebbe, quantomeno, essere fedele al libro ma è proprio vero che certi registi sembrano proprio non aver capito nulla del libro (vedi anche Kubrick che disse che Shining, scritto da Stephen King, era uno schifo di libro).

Premetto anche la recensione sarà obiettiva, pur amando moltissimo Carrie di Stephen King.

Margaret White è una donna del Maine, sola, che è rimasta incinta e partorisce in casa senza nessuna assistenza, addirittura sembra che non avesse capito di star avendo un bambino. Nasce Carrie e Margaret vuole sbarazzarsene non riuscendoci. Carrie cresce come una bambina molto diversa dai coetanei, nel modo di vestire e d’agire perchè è cresciuta nell’ombra del fanatismo religioso della madre con l’idea che tutto è peccato. Ma Carrie vorrebbe sul serio essere essere come le altre ragazze e contravviene come può alle regole della madre: facendo ad esempio la doccia, dopo l’ora di ginnastica, con le altre ragazze. In una di queste occasioni Carrie ha le sue prime mestruazioni e si spaventa a morte, non avendo idea di cosa le stia succedendo. Le sue compagne la deridono e le lanciano contro degli assorbenti, filmando il tutto con un cellulare. La scena raccapricciante viene fermata dall’insegnante di ginnastica che cercherà di aiutare Carrie mentre attorno a loro gli oggetti vanno in frantumi e le lampadine impazziscono. Margaret viene avvisata, dalla scuola, dell’accaduto va a prendere la figlia ed una volta tornate a casa emerge il suo lato autolesionistico nonché le sue deliranti idee sull’impurezza della figlia, ragion per cui con violenza la rinchiude in uno sgabuzzino per pregare. A questo punto emergono i poteri telecinetici di Carrie che danneggia la porta. Nel frattempo l’insegnante di ginnastica fa escludere la capo bulla Chris dal ballo scolastico e lei si vendica postando il video di Carrie su internet. Fra le bulle però c’è una ragazza che si pente: è Sue Snell che sembra aver capito i problemi della compagna, chiede al suo ragazzo Tommy di invitare Carrie al ballo. Per Carrie è un sogno, finalmente potrà essere una ragazza come le altre, avere una serata perfetta ed indossare un bel vestito. Due persone muovono a suo sfavore: Margaret che trova tutto ciò oltraggioso e Chris che vuole ancora vendicarsi, umiliandola un’ultima terribile volta.

A vostro beneficio non faccio proseguire la trama, in caso non abbiate visto il film o sentito parlare della storia.

Lo sguardo di Satana – Carrie è per certi versi migliore del precedente di Brian De Palma ma comunque presenta delle enormi lacune rispetto alla storia concepita nel libro.

Carrie è una storia di emarginazione sociale, di una ragazza speciale costretta a vivere in una gabbia di soprusi a casa ed a scuola, è una storia di bullismo, violenze domestiche mentre nel film la storia appare abbastanza scialba e non approfondisce nessun aspetto, i poteri di Carrie sono utilizzati come pretesto per lo sfondo horror. Ma Carrie non è un romanzo dell’orrore è piuttosto un romanzo drammatico.

Molto bene la scelta d’iniziare con Margaret che partorisce la bambina, non sapendo di essere incinta e cerca di ucciderla. Una scena molto forte che fa emerge subito la personalità squilibrata di Margaret. Margaret d’altro canto è stata resa abbastanza bene anche se nel film è molto più affettuosa e solidale con la figlia, mentre nel libro è essenzialmente violenta ed autolesionista.

Carrie è una ragazza dolce, fragile, spaventata mentre nel libro è ferita dal comportamento dei compagni ed allo stesso tempo è piena di rabbia e d’amore per la madre. Nel libro Carrie non manifesta i poteri a sua madre, se non prima del ballo, anche se questa ha capito, chiaramente per ragioni di tempo è stato affrettato nel film dove ci viene mostrato il rapporto che Carrie ha con i suoi poteri. Non si capisce poi perchè, in entrambi i film girati su Carrie, la protagonista sia bionda, snella e carina mentre la Carrie del libro è grassoccia, brufolosa e goffa.

In sostanza, cosa manca a questo film? Uno dei temi principali è il bullismo di cui c’è solo una minima traccia nel film, tutto in pratica si riduce alla scena delle docce e del ballo mentre, a parer mio, andava approfondita. Molto spazio è stato dedicato al delirante rapporto madre e figlia dove però Margaret appare fin troppo assennata e poco inquietante, rispetto al libro. Bene la scena della caduta delle pietre, anche se in realtà, nel libro, si svolge quando Carrie era bambina ed è uno dei motivi per cui Margaret la crede figlia del diavolo. La scena del disastro finale era ben congegnata e terrificante, anche se il finale (palesemente copiato da De Palma) evidenzia come del libro, il regista, non abbia compreso nulla. Non c’è orrore nel finale di Carrie ma compassione, tristezza e redenzione cose che vengono mostrate nelle scene finali ma che vengono poi soppiantate da un vago tentativo di dimostrare che Lo sguardo di Satana – Carrie è un film horror.

Da fan di King devo dire che il film è abbastanza deludente e coglie solo parzialmente lo spirito del libro. E’ comunque migliore del precedente di Brian De Palma che con il libro aveva poco a che fare. Se lo consiglio? Tutto sommato sì ma, se siete veri fan del libro Carrie potete anche risparmiarvelo.

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