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A testa alta: trama, trailer italiano e recensione
A testa alta: trama, trailer italiano e la recensione del film diretto da Emmanuelle Bercot e con Catherine Deneuve, Rod Paradot, Benoît Magimel, Sara Forestier, Diane Rouxel.

A testa alta: trama, trailer italiano e recensione

A testa alta è un film di Emmanuelle Bercot, in cui viene narrata la storia di un ragazzo problematico, che le istituzioni non riesco a tenere a freno ed a cambiare. Questo film ha aperto il Festival di Cannes 2015 e non ha inizialmente ricevuto consensi favorevoli, ma del resto raccontare casi difficili sul grande schermo tira sempre in ballo opinioni contrastanti e critiche. Emmanuelle Bercot tuttavia non si lascia scalfire dalle critiche poiché è forte del significato del suo lavoro, della sua valenza pedagogica, di cui parlerò nella recensione.

A testa alta – la trama

Malony, un bambino, viene condotto ed abbandonato nell’ufficio di un giudice, dalla madre che lo descrive come un figlio impossibile e decide di lavarsene le mani ed affidarlo alle istituzioni.

Anni dopo la madre ha riavuto Malony ma lui è diventato un ragazzo difficile, sorpreso a guidare un auto senza patente con a bordo madre e fratellino, viene spedito nuovamente nell’ufficio del giudice dei minori Florence, lo stesso primo giudice che si occupò del suo caso. Florence decide che sia il ragazzo, sia la madre devono affrontare un percorso di sostegno ed educazione e Malony deve rientrare in un istituto di correzione. Malony è diventato un ragazzo aggressivo, violento, privo di autostima ed incolpa principalmente il tutore che lo avrebbe dovuto aiutare, finisce con l’aggredirlo e torna nuovamente davanti al giudice, stavolta in manette e con un avvocato. Il giudice gli assegna un nuovo educatore.

Malony entra in un altro istituto con poca fiducia verso il nuovo tutore. Viene seguito da un’insegnante paziente, la cui figlia attira l’attenzione di Malony. Ma lui rimane sempre un ragazzo difficile che mostra problemi di comportamento ma anche deficit di apprendimento, sempre pronto a ricorrere alle mani ed alla voce alta per supplire il dolore di non sentirsi mai capace o all’altezza. La vita nell’istituto è un susseguirsi di tentativi, botte e speranze che ogni volta sembrano poter diventare realtà, come il tentativo di Malony di esser accettato nell’ennesima scuola. Dopo il compimento dei sedici anni il suo comportamento sembra migliorare, anche se in realtà si avvicendano alti e bassi e Malony non riesce a costruirsi una vita, trovarsi un lavoro mantenerlo e trovare soprattutto un equilibrio. Alla fine continua a comparire davanti al giudice finché finisce in carcere…

A testa alta – il trailer italiano

A testa alta – la recensione

Dunque A testa alta propone un grande e complesso argomento su cui riflettere. Nei nostri giorni sentiamo continuamente di ragazzini problematici che infrangono la legge, che fanno del mnale a se stessi o agli altri e che sembrano incapaci di seguire delle regole, di avere un comportamento equilibrati e che soprattutto non ricevono le attenzioni e l’educazione adeguata da famiglie ed istituzioni carenti e mancanti.

In questo film, dalla valenza decisamente pedagogica, si mostrano, il dialogo, l’attuazione delle regole e le lacune della metodologia con cui le istituzioni affrontano i ragazzi difficili come Malony.

Malony è violento, sboccato, incline ai piccoli furti ed all’aggressione ma anche totalmente mancante di fiducia in se stesso. Le istituzioni nella figura degli “adulti” si limitano ad applicare leggi e regole, ma non cercano di comprendere davvero quali siano i problemi di Malony, cosa ci sia alla base della sua rabbia. Non è poi così difficile intuirlo, visto che il giudice che seguirà Malony fino alla maggiore età lo vide per la prima volta, bambino, rifiutato dalla madre. Occorrerebbe concentrarsi su questo in primis, ma Emmanuelle Bercot ci mostra come sua madre sia molto più ben disposta a lamentarsi e ad esser complice del figlio piuttosto che ad aiutarlo ed a confrontarsi con lui e con le sue mancanze di genitore, le istituzioni dal canto loro non posso supplire alla carenza di questa figura così importante e non resta loro che provare ad educare e civilizzare Malony con la metodologica pedagogica applicabile in questi casi, che poi in fin dei conti si riduce tutto nel tenerlo a bada ed evitare che scappi/picchi/rubi.

Emmanuelle Bercot sottolinea che non è questo il modo di affrontare le difficoltà di un ragazzo difficile, che non è un pacco o un mobile da spostare da un istituto all’altro in attesa della prossima visita del giudice, lo dimostra il fatto che Malony non fa progressi, almeno finché la vita non lo pone davanti ad un fatto da lui compiuto e di cui decide per la prima volta di assumersi la responsabilità.

Rod Paradot interpreta in modo assolutamente realistico il ruolo di Malony, senza caricarlo eccessivamente di dramma ma mettendo in mostra i sensi di colpa del personaggio, la sua assenza di fiducia, in sé e negli altri, il suo senso di rabbia, impotenza ed inadeguatezza, tutte ragioni per cui rifiuterà di affrontare tutori, scuole e lavoro. Ma il suo destino gli serverà qualche sorpresa, Malony avrà l’opportunità di essere ciò che sua madre non è stata per lui.

Che ne pensate di A testa Alta? Siete concordi sul fatto che Emmanuelle Bercot mette bene in mostra le carenze delle istituzioni in materia di ragazzi difficili?

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