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Hitman: Agent 47 - trama, trailer italiano e recensione
Hitman: Agent 47 - trama, trailer italiano e la recensione del film azione diretto da Aleksander Bach e con protagonisti Rupert Friend, Zachary Quinto, Hannah Ware, Ciarán Hinds, Thomas Kretschmann.

Hitman: Agent 47 – trama, trailer italiano e recensione

Qualche volta capita. Come quando sono andata a vedere Hitman: Agent 47. Capita che non sia ha precisamente idea di ciò che si andrà a vedere. Ad esempio io non avevo la minima idea che Agent 47 fosse il protagonista di un videogioco; in primis perché io non mi occupo mai di videogiochi e di conseguenza la mia ignoranza è giustificata. Ho scoperto dunque che l’agente 47 fa parte del videogioco Hitman, che comunque continua ugualmente a non dirmi nulla. A quanto pare era già stato fatto un tentativo di trasfondere sul grande schermo, nel 2007, la trama con Hitman-l’assassino. Chissà perché si è deciso di riportalo al cinema. Comunque il chiarimento era dovuto, per tutti coloro che come me ignoravano l’esistenza virtuale dell’agente 47.

Hitman: Agent 47 – la trama

Il professor Piotr Litvenko, dopo esser stato a capo di un’organizzazione che creava le perfette macchine da guerra, soldati, modificati geneticamente, sparì nel nulla.

A cercarlo ancora è rimasta sua figlia, Katia, che incontra un uomo, Smith, che la mette in guardia su un Agente 47 che sarebbe in giro, un sicario perfetto, da cui lui potrebbe proteggerla fornendo fra l’altro notizie del padre scomparso. Katia apprende le informazioni ma appare improvvisamente l’agente 47 che spara all’uomo.

L’agente 47 spiega a Katia di non esser lì per farle del male ed ha un segreto da rivelarle e le mostra quale perfezione abbiamo raggiunto con lui: è forte, intelligente, molto veloce ed ha tutti i sensi perfettamente sviluppati.

Smith si riprende rivelando chi è in realtà e dando la conferma all’agente 47 che sia un soldato dell’organizzazione Syndicate, che vorrebbe creare un esercito di soldati perfetti, ovvero geneticamente modificati. Katia e 47 riescono a fuggire e scopre anche dove si trova suo padre. Riescono a raggiungerlo ma vengono attaccati ed il padre di Katia sparisce di nuovo, stavolta rapito da Smith.

Katia e 47 si mettono all’opera per rintracciarlo, scoperta la sua posizione, 47 si trova a dover fronteggiare di nuovo Smith e Katia si lancia all’inseguimento del padre. Riuscirà a salvarlo? Agente 47 porterà a termine la missione che gli era stata affidata?

Hitman: Agent 47 – il trailer italiano

Hitman: Agent 47 – la recensione del film

Secondo me, per come è finito Hitman: Agent 47 arriva il secondo fra qualche tempo, magari fra uno o due anni.

Devo dire che per essere un film sul filone dei videogiochi, forse è stato più suggestivo Game Teraphy, dalle prima scene Hitman mi ha fatto pensare subito a Matrix, poi ho pensato anche a Terminator ed infine all’ormai anziano Van Damme che si esibiva in calci spettacolari senza l’ausilio di trucchi cinematografici.

Purtroppo la sceneggiatura si è rivelata un po’ banale (John Smith?? Andiamo, ma a cosa stavano pensando gli sceneggiatori?). Il film punta a stupire, e a tratti ci riesce grazie all’azione (molto ma molto acrobatica) ma tutto il resto, dialoghi e personaggi compresi rimane piatto, potrebbe esser un film muto e nessuno noterebbe la differenza.

Trama un po’ scontata: salvataggio del geniale scienziato pentito, padre, la cui figlia scopre prevedibili segreti con il killer freddo ed implacabile, ma in fondo buono. Aggiungiamo sensi di colpa, scene drammatiche, inseguimenti, sparatorie ed un po’ di zucchero et voilà, il polpettone è servito.

Non sto dicendo che il film faccia completamente pena, il suo scopo è intrattenere ok e ci riesce anche se solo grazie all’azione, ma per il resto è: carente, scopiazzato e prevedibile. Francamente ne ho visti troppi sul genere, ormai basta leggere la trama, guardare metà trailer e praticamente si è già capito tutto. Mi fa un po’ tristezza questo Hitman: Agent 47, figlio di una generazione di film che punta a stupire lo spettatore con acrobazie sempre più spettacolari anziché con una trama avvincente e mozzafiato. Per le acrobazie c’è anche il circo, tanto per dire. Non ditemi che è ciò che vuole il pubblico, perché ho letto molte critiche di spettatori delusi.

Rupert Friend (lo avete già visto nel ruolo dell’agente della CIA Peter Quinn nella serie tv Homeland) mi è piaciuto nel ruolo del “soldato perfetto”, non è colpa sua se il suo personaggio è troppo simile a Terminator e se la trama e lo spessore son quel che sono. Si vocifera che se non fosse deceduto il ruolo sarebbe andato a Paul Walker che però sinceramente io avrei trovato fuori luogo (de gustibus).

Bene anche Hannah Ware che con il suo talento, supplisce al poco spessore del suo personaggio, molto bella e carismatica controbilancia la parte molto fisica ed attiva dell’Agente 47 impegnato a combattere nei tre quarti delle sue inquadrature totali nel film (non sto scherzando, è vero).

Pertanto, dpo aver concluso che è un film molto ma molto similare ad altri del genere, io consiglierei la visione di Hitman: Agent 47 solo agli appassionati del videogioco ed agli affezionati del genere Matrix.

Voi avete visto Hitma: Agent 47? Vi è piaciuto o siete d’accordo con me sul fatto che se ne poteva trarre qualcosa di migliore?

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