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Prisoners: la recensione del film e trailer
Prisoners: la recensione del film e trailer

Prisoners: la recensione del film e trailer

Prima di tutto questo film mi ha generato un sovraccarico di idee come quando attaccate phon/lavatrice/scaldabagno/lavastoviglie/saldatore tutto insieme e vi salta il contattore che giustamente vi dice potenza massima raggiunta. Hugh Jackman di cui le news del cinema sono sature perchè sforna un film dietro l’altro (Chappie, Six Years, Orders to kill, The Amateur, l’attesissimo sequel di Wolverine, Avon Mn etc…), le notizie del suo cancro alla pelle, i 2 milioni di dollari devoluti in beneficenza per il suo compleanno, i bambini scomparsi di cui l’Italia ha in attivo un buon numero di casi, il Thanksgiving Day che si festeggia il 28 novembre come gentilmente mi ha ricordato il tg (festa che ancora non abbiamo copiato chissà come mai). Ma partiamo dal principio.

In Pennsylvania il giorno del ringraziamento due famiglie si riuniscono per festeggiare, le due bambine Anna e Joy escono per giocare insieme. Spariscono nel nulla. Le famiglie scoprono di che non ne è rimasta traccia e sconvolte reagiscono in modi totalmente differenti. Keller il padre di Anna (sei anni) è più che mai deciso a trovarle a qualunque costo anche ricorrendo alla violenza mentre cerca di tenere insieme la famiglia infondendo coraggio al figlio maggiore, sua moglie Grace invece preferisce ricorrere all’oblio degli psicofarmaci perchè il dolore è troppo forte; Franklin il padre di Joy (sette anni) cerca di stare lontano dalla giustizia fai da te del padre di Anna mentre sua moglie Nancy invece lo appoggia pronta a tutto pur di riavere la figlia. Il tempo passa le speranze si affievoliscono. E la polizia? A guidare le indagini è il detective Loki che da subito segue una pista che non sembra portare a nulla: un ragazzo con problemi forse un ritardo, che si aggirava nei paraggi con un camper ma da cui non si ottiene nulla nemmeno con la macchina della verità perchè non è in grado di comprendere le domande. Loki è integerrimo non ammette le intromissioni di Keller, segue la burocrazia fra false piste, critiche e depistaggi, ad un certo punto arriva a dubitare di Keller stesso. Ma Keller è determinato, non si arrende e segue un’indagine tutta sua scoprendo che la tranquilla cittadina in cui ha sempre abitato a parecchio da nascondere. Ma né le indagini di Loki né i metodi di Keller sembrano portare a nulla. Chi ha rapito le bambine? Sono ancora vive?

Questo film, Prisoners, girato da Denis Villeneuve, regista franco-canadese, non può non evocare film come Changeling o come Mistyc River oppure Ramsom – Il riscatto tutti con la medesima tematica affrontata in modi diversi: figli spariti nel nulla, indagini che brancolano nel buio e genitori disperati che a modo loro non si arrendono e fanno di tutto per ritrovare i figli.
Prisoners, come un po’ Changeling, è un film vecchia scuola, un classico poliziesco diremmo dove ci sono vittime, assassini/rapitori, una dose incredibile di violenza (forse anche troppa di conseguenza traborda fuori dallo stile), indagini e caccia all’uomo in cui viene però data soprattutto rilevanza alla figura di Keller (molto bene Hugh Jackman convincente e disperato al punto giusto) ed ai suoi disperati e violenti tentativi di riportare a casa la figlia. Niente flashback, niente anticipazioni, niente indizi soltanto una lunga narrazione dei fatti per come si svolgono del loro essere in bilico fra giusto e non giusto. Ansia e angoscia sapientemente dosate (troppo lungo però!) in una fusione che diviene senso di smarrimento perchè non si riescono a reperire indizi né a giungere ad una conclusione ma soltanto vedere come va a finire.

Se lo consiglierei? Sì se non avete figli e se la violenza non vi da poi così tanto fastidio se no chiudete ogni tanto gli occhi durante la visione.

Ma a voi è piaciuto? Come vi è sembrato Hugh Jackman?

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