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Film 2015 - Third Person
Third Person: trama, trailer italiano e la recensione del film drammatico diretto da Paul Haggis, con Liam Neeson, Olivia Wilde, Adrien Brody, Mila Kunis e James Franco.

Third Person: trama, trailer e recensione

Third Person diretto da Paul Haggis è stato presentato all’edizione del 2013 del Toronto International Film Festival.

Film sconosciuto ai più che non ha brillato per particolari intenzioni, attori o regia. Il buon Liam Neelson, ce la mette tutta ma pare più depresso che mai, ancora incastrato in un ruolo che non gli calza molto. Un’intersecazione di storie d’amore che viaggiano su un lato quasi filosofico dell’amore e che ad un certo punto potrebbero avvicinarsi e aggrovigliarsi fra loro. Ne risulta un melodramma complesso, invischiato nelle sue stesse idee e che per tanto non riesce a decollare

Third Person: la trama del film

La pellicola racconta l’evoluzione delle storie d’amore di tre coppie, in tre città diverse: Parigi, Roma e New York.

Michael è uno scrittore divorziato deciso ad avventurarsi in un nuovo libro, dopo un premio Pulitzer, ma non trova la giusta ispirazione che sembra aver perso per strada già da un po’. Dopo un trauma precisamente. Conosce Anna, anche lei scrittrice sicura di sé ma restia a lasciarsi andare ai sentimenti, anche lei a Parigi nello stesso hotel.

A Roma, Scott è un uomo d’affari che non vede l’ora di lasciare la città, in quanto disprezza gli italiani. Incontra e s’innamora di Monika, una ragazza Rom maltrattata dalla gente del luogo, per cui è disposto a fare qualsiasi cosa. Poichè lei è nei guai decide di mettere mano al portafoglio per aiutarla ma in realtà rimarrà invischiato in una serie di ricatti.

A New York, Julia, ex attrice di soap instabile, tenta in tutti i modi di riconquistare il suo posto in teatro e nella vita del figlio, sottrattole dal compagno dopo un incidente domestico…

Third Person: il trailer italiano

Third Person: la recensione del film

Una parola per questo film: confusione. Nella testa del regista e ovviamente sullo schermo. E’ difficile parlare di Third Person e di quali fossero le intenzioni del regista: in sostanza è un tedioso film sulle relazioni, sugli scontri/incontri con uno stile narrativo che sembra perfettamente dove sta andando a parare ed invece non ci va, perché il film è inconcludente.

Paul Haggis: buio totale. Non sa bene cosa voleva raccontare, non sapeva bene perché e come e non sapeva manco come far finire il film, tant’è vero che ha ammesso di aver riscritto e modificato il finale diverse volte.

Proviamo a stabilire un punto di partenza: Haggis voleva raccontare i vari aspetti degli incontri casuali fra estranei e dei modi in cui l’amore si manifesta e si dipana, a prescindere da chi lo vive. Qua e là abbiamo sprazzi di verità, di falsità, di giudizi universali o superficiali, ora si afferma una cosa ed ora la si smentisce. Cosa si evince da ciò? Che Haggis aveva le idee poco chiare. A questo punto uno pensa: beh si chiarirà tutto con il finale. Manco per idea.

Vista la situazione ci viene data una pseudo spiegazione con “ognuno è libero d’interpretare il film come vuole” in base al finale. Vero simile? Ma neanche per idea. Dovrei interpretare un film dal finale? Se paragonassimo Third Person ad un castello di carte, l’ultima carta è proprio la più difficile da mettere, un po’ di peso in più e tutto crolla. Proprio come nel film.

Gli elementi drammatici sono decisamente pretenziosi, come lo spudorato razzismo contro gli italiani che nei film stranieri poi sono esattamente identici ai loro stereotipi e perfettamente aderenti ai pregiudizi (ricordate la recensione di Spy?).

Tirando le somme, il film Third Person è un insieme confusionario di idee e di nulla fatto della durata di circa due ore. Film apatico, goffo, oltremodo tedioso che manca di fantasia, ma anche comicità, ma mi sarei anche accontentata di un pizzico di romanticismo. Le emozioni vengono messe in scena per carità, ma sono emozioni da manuale, stereotipate, fuori luogo ed artificiose.

Cast assente: depressi, melensi, sguaiati, inebetiti, senza scopo e senza un minimo d’intenzione. Scamarcio? Ne vogliamo parlare? L’arte di scavare più giù quando si è già toccato il fondo.

Ciliegina sulla torta: soundtrack di Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio. Ho detto tutto.

Decisamente non ci siamo, sconbsiglio Third Person è un bolo pesante da masticare e digerire, non ha senso, non ha scopo ed è oltre modo noioso. Presto ce lo beccheremo in tv, sicuramente, quindi se proprio i tenete a vederlo aspetta un altro po’ evitate l’acquisto del dvd.

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