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Film da vedere 2015
Film da vedere 2015 - la lista dei film più belli del 2015 usciti al cinema

Film da vedere 2015

La fila per il biglietto, il brusio, il profumo dei pop corn che aleggia nell’aria, la ricerca del posto fra le poltrone, la chiacchiera pre film e poi le luci si abbassano e lo schermo s’illumina. Iniziano sempre così le nostre serate al cinema, anche questo 2015. Quali saranno i migliori film da vedere 2015? Quelli che ricorderemo l’anno prossimo?

Questo 2015 è iniziato alla grande: in Gennaio abbiamo assistito all’ultimo episodio di “Una notte al museo” con il compianto Robin Williams, c’è stato il debutto alla regia di Angelina Jolie con “Unbroken”, ci siamo emozionati con “La teoria del tutto” ed abbiamo fatto il tifo per il padre che cercava i suoi figli in “The Water Diviner”. Poi il ritorno di Tim Burton con “Big Eyes” un film tratto da una storia vera e c’è stato il debutto dell’acclamato “Cinquanta sfumature di grigio”, abbiamo rivissuto la magica storia di “Cenerentola”, abbiamo girato i più bei luoghi d’Italia con “Il racconto dei racconti”, abbiamo salvato la Terra con “Jupiter-Il destino dell’Universo” e poi combattuto i cattivi con i micro super eroi di “Anti-Man”, ci ha fatto ridere e commosso “La famiglia Belier”, siamo passati attraverso la guerra con “Fury”, “The Imitation game” e “Suite francese”. E ancora abbiamo sognato l’eterna giovinezza con “Adaline”, abbiamo cercato di cambiare casa con “Ruth ed Alex”, ci siamo innamorati con “Le regole del caos” e ci siamo spaventati con il babau di “Babadook” e abbiamo riso a crepapelle con “Spy”. Ma soprattutto abbiamo atteso, o attendiamo, i sequel: fra cui Divergent, Hunger Games e Star Wars.

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Film da vedere 2015

Ma quali sono finora i film belli da vedere 2015? Ecco la nostra lista:

Gennaio 2015: The water diviner

Film belli da vedere 2015 - The Water Diviner

Joshua Connor è un water diviner, nel 1919, che scava pozzi nell’arida Australia per cercare l’acqua. I suoi tre figli son partiti per la guerra e non hanno fatto ritorno. La moglie vinta dal dolore lo abbandona e Joshua le promette che sarà in grado di trovarli e portarli a casa. Inizia così il suo viaggio, ostacolato dalla burocrazia e dagli imprevisti. Approdato a Gallipoli, Joshua riesce ad entrare in contatto con l’esercito turco e a mettersi sulle tracce dei suoi ragazzi. Contemporaneamente anche lui diventa oggetto di ricerca e si trova molto spesso a dover fuggire. Ma Joshua non demorde, sa trovare l’acqua e saprà trovare i suoi figli, la speranza è la sua forza. Orhan e sua madre Ayshe si dimostrano le uniche persone disponibili ad aiutarlo e così, dopo tanto vagare, riceve una notizia che fomenta la sua speranza. Attraversando campi militari, città e paesaggi desolati, nel bel mezzo di una guerra, Joshua sente che la sua ricerca e quasi conclusa al termine, anche se non mancheranno le sorprese. Al suo ritorno, Ayshe lo aspetta.

Crowe dirige se stesso in un film grandioso, con una scenografia ed una fotografia eccezionali. Soprattutto costruisce la figura di un uomo che sa cosa significa lottare, che sa che si viene sconfitti solo quando ci si arrende, un padre che sa cos’è il dolore ma che con la sua determinazione riesce ad andare avanti. Dunque questa commovente storia di una disperata ricerca si snoda fra Australia, terra natia del regista/attore e la Turchia, per ricordare un conflitto in cui molti ragazzi australiani persero la vita. Sembra che fra l’altro si sia ispirato ad un documento, uno scritto di un ufficiale australiano, in cui si parla di un uomo anziano giunto da lontano per trovare i suoi figli.

Crowe in The water diviner, mette in scena la speranza, ma anche i sensi di colpa, l’amore per la famiglia e l’amore in generale, che si trova nei luoghi in cui non ci si aspettava di trovarlo. Non solo, Crowe ritrae due paesaggi differenti, due modi molto diversi: quello Australiano in cui Joshua viveva con la moglie ed i figli e che Joshua stesso incarna e quello dell’Anatolia, rappresentato da Ayshe, un Paese martoriato dalle guerre e dagli invasori in cui tutti, anche coloro che vogliono”aiutare” sono considerati usurpatori.

Eccellente esordio in regia per Russell Crowe con The water diviner, assolutamente un film da vedere!

La speranza è necessaria dalle mie parti” (cit. The Water diviner). [Acquista il film The Water diviner in offerta su Amazon]

Febbraio 2015: Noi e la Giulia

Film belli da vedere 2015 - Noi e la Giulia

Sono tre sconosciuti Diego (Luca Argentero), Fausto (Edoardo Leo) e Claudio (Stefano Fresi) e s’incontrano per caso presso un cascinale in vendita. Il primo Diego è un ragazzo tranquillo, che vende auto e che ha un padre malato che gli fa notare che la sua vita di giovane intraprendente è a pezzi e senza via d’uscita; il secondo Fausto è un gigione pieno di debiti e di false amicizie, un chiacchierone che di mestiere fa televendite; Claudio è un timoroso personaggio che appena separato dalla moglie s’è visto portar via praticamente tutto rimanendo senza niente.

Cos’hanno in comune tutti e tre? Un piano B: aprire un agriturismo in una bella località di campagna. Quando si ritrovano inconsapevolmente, al cospetto dello sgangherato cascinale che si scopre costa molto di più del previsto, i tre decidono di unire le forze. Una convivenza non facilissima con Fausto che blattera e non muove un dito, Diego che fa quel che può ma di case vecchie non se ne intende ed il fobico Diego che ha paura di qualsiasi cosa e cita disastri in continuazione. Al terzetto si unisce Sergio, vecchia conoscenza di Fausto che gli deve un sacco di soldi e che a titolo di risarcimento entra in società. Incominciano a venir fuori i problemi: il budget, i lavori di restauro e la camorra che chiede il pizzo. Fra la paura del trio emerge la determinazione di Sergio deciso a non piegarsi ai ricatti delle “famiglie”. Tuttavia il suo gesto affrettato porta con sé una serie di conseguenze una peggio dell’altra, indirizzando il gruppo verso grossi guai.

“Noi e la Giulia” è decisamente un film da vedere. Cosa fa chi non ha più speranze, chi ha fallito e chi sa di non avere altre opportunità? S’inventa un piano B. In questa commedia si parla di un piano B che a sua volta ne include molti altri ma che portano tutti ad un sacco di guai veri, di quelli pericolosi ma si parla anche di resistenza, quella all’Italia marcia che campa sulle disgrazie altrui, Sergio d’altro canto incorpora proprio l’italiano che non si piega e che resiste ai ricatti, ma che trova soluzioni avventate ed affrettate senza pensare al dopo (altro tratto tipico italiano?). Poi abbiamo gli altri tre protagonisti, che incarnano le speranze mancate, il fallimento, l’esser qualcuno solo nelle apparenze per nascondere la delusione dell’insuccesso. A tutto ciò si aggiungono ideologie politiche, amicizie ed amori inaspettati, sequestri ed un auto, la Giulia.

Bravissimo tutto il cast, ben affiatato regge l’humor ed il ritmo per tutto il film. Da non perdere!

La verità è che ci vuole poco a creare un paradiso, nessuno lavora più con gioia, nessuno sorride più, anche io ero così, avevo meditato e soppesato ogni singola decisione della mia vita, eppure tutta quell’attenzione dove mi aveva portato?” (cit. Noi e la Giulia). [Acquista il film Noi e la Giulia in offerta su Amazon]

Marzo 2015: Suite francese

Film 2015 da vedere - Suite francese

Un piccolo paese francese viene travolto dalla seconda guerra mondiale. I nazisti sono alle porte ed invadono rapidamente la Francia, distruggendo, uccidendo e deportando. Lucille Angellier è una delle abitanti del paese che improvvisamente si ritrova occupato dai tedeschi; suo marito è partito per il fronte e lei vive con la dispotica ed arcigna suocera che non fa che ricordarle che suo figlio è partito, che lei l’ha sposato per interesse e che ha un’avversione per le classi povere, la musica ed i nazisti. Ogni famiglia del paese è obbligata ad ospitare i membri più importanti dell’esercito tedesco invasore: a casa di Lucille viene imposto Bruno, ufficiale tedesco. La suocera si rifiuta di rivolgergli la parola e naturalmente lo vieta a Lucille. Eppure Bruno ne è incuriosito, ne è affascinato e cerca in tutti i modi di farla capitolare. All’insaputa della suocera, i due sono avvicinati dalla musica, dalle poche parole scambiate, dai silenzi, dagli sguardi ma soprattutto dai segreti. Bruno non riesce a tenerli nascosti e Lucille presto li viene a sapere, facendo così crollare la tirannia della suocera. Eppure Lucille e Bruno sono rivali, nemici secondo le circostanze, possono davvero vivere la loro storia d’amore?

Loro stessi scelgono il proprio destino: Bruno sarà anche un gentiluomo ma è prima di tutto un soldato, Lucille potrà anche essere innamorata e capace di guardare oltre l’orrore ma è pur sempre leale ai suoi concittadini. Le loro azioni li conducono verso una fine inevitabile.

Suite francese è un film delicato, che narra una storia d’amore fatta di silenzi e sguardi, nata in un momento sbagliato di atrocità impensabili fra due persone appartenenti a due realtà molto diverse. Ma è anche la storia di una donna sola, che scopre la verità sul suo matrimonio e che scopre che il nemico non è solo un’etichetta, un pensiero o un pregiudizio ma è anche una persona con delle vicende personali sulle spalle, con le proprie idee ma anche valori. Bruno è un soldato nazista che si reputa diverso dagli altri suoi commilitoni, ma diverso in cosa? Lucille vede questa sua diversità, si avvicina a lui ma la realtà li separa bruscamente.

Il film è tratto da un romanzo di Irène Némirovsky, un’opera incompiuta redatta durante la seconda guerra mondiale prima che quest’ultima fosse deportata. E’ forse possibile che la scrittrice abbia incontrato un soldato simile o è solo frutto della fantasia?

In ogni caso Suite Francese è un film da vedere.

Presto ci rivedremo e faticherai a riconoscermi, perché non sarò più un soldato” (cit. Suite francese). [Acquista il film Suite francese in offerta su Amazon]

Aprile 2015: Se Dio vuole

Film belli da vedere 2015 - Se Dio vuole

Tommaso e Carla sono una coppia che inizia ad affrontare le prime crisi familiari e coniugali: lui è un affermato cardiochirurgo con delle ferme certezze, poco propenso ad interessarsi agli altri se non per correggerli e far notare le loro mancanze, lei è una casalinga, ex femminista, propensa ad alzare il gomito. Bianca e Andrea sono i figli. Bianca è una ragazza svampita, un po’ sciocca, sposata con Gianni immobiliarista per niente simpatico al suocero. Andrea è il bravo ragazzo studioso che improvvisamente comincia a dare qualche pensiero ai genitori. In principio lo credono omosessuale ma poi sarà direttamente lui a rivelar loro la verità. Sconvolto dalla notizia, il padre, che non può accettare una cosa del genere vuole trovare a tutti i costi il colpevole, colui che ha traviato suo figlio. Lo trova ed è deciso a smascherarlo. Nel mentre la sua famiglia si sgretola: sua moglie depressa decide di lasciarlo e sua figlia inizia ad avere nuovi interessi e a cambiare stile di vita, non si sa per quanto. Gianni diviene invece complice del suocero, che mette letteralmente su un circo per reggere una montagna di menzogne che crollerà inesorabilmente, lasciando Tommaso solo davanti alla verità, anche se ad aiutarlo troverà chi meno se lo aspetta.

Se Dio vuole è un film di buone intenzioni, ironico, spigliato con una buona morale di fondo: non abbiamo certezze assolute. Sembra in apparenza una di quelle pellicole girate per sfornare soldi, sfruttando magari il nome di Alessandro Gassman, invece si rivela un ottimo film con dialoghi brillanti e personaggi che interpretano con maestria il proprio ruolo.

Buono il ritmo di narrazione, incalzante, senza buchi o svolte insensate. Naturalmente drastico il colpo di scena finale, che lascia tutti un po’ amareggiati e sbalorditi, ma che ha il suo perché. Finale aperto, forse è l’unica cosa che non ho gradito tanto, perché avrei voluto sapere come finisce ed invece il regista ci da libera interpretazione.

Tante le tematiche in Se Dio vuole: la famiglia, il legame coniugale, il legame genitori figli e la teologia tutti trattati con il sorriso, con uno stile leggero non pedante, non moralista e non bacchettone.

Splendida interpretazione di tutto il cast da Laura Morante ad Alessandro Gassman a Marco Giallini, molto affiatati e molto credibili. Assolutamente da inserire nella nostra lista dei film da vedere 2015!

Dirò pure una banalità, ma quello che conta è amare.” (cit. Se Dio vuole). [Acquista il film Se Dio vuole in offerta su Amazon]

Maggio 2015: Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet

Film da vedere 2015 - Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet

T.S. Spivet ha dieci anni e non è un ragazzino come tutti gli altri, è un genio. Vive in un ranch nel Montana con una madre distratta, la cui unica passione è l’entomologia; un padre cowboy fino al midollo; un fratellino gemello appassionato di cowboy ed una sorella adolescente che sogna di lasciare il ranch e diventare una stella della recitazione o Miss America. Il geniale T.S. cartografo ed inventore, decide di creare un invenzione che si avvicini molto al concetto di moto perpetuo, con sua grande sorpresa gli verrà assegnato il premio Baird. Ma al telefono con lo Smithsonian Institute, T.S. mente facendo finta che sia suo padre muto ad esser il genio inventore ed al momento di decidere se ritirare o meno il premio si tira indietro. Infine, spinto da varie motivazioni, fra cui i sensi di colpa per la sorte del fratellino e sicuro di non esser più ben accetto in famiglia, decide di andare a Washington e ritirare il premio. Salito su un treno merci T.S. inizia la sua avventura, fra buffi individui e scansando i manifesti con la sua foto, distribuiti dalla sua famiglia che lo cerca. Arrivato al museo, T.S. scopre che deve tenere un discorso e tuti gli altri scoprono che è soltanto un bambino.

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet è un film leggero, per tutta la famiglia, simpatico ed ironico al punto giusto. Visionario ed onirico, ricorda molto “Il favoloso mondo di Amelie” (d’altronde il regista di entrambi è Jean-Pierre Jeunet) per la sua vivacità ed originalità.

Una straordinaria delineazione dei caratteri dei personaggi, fra cui spiccano T.S.Spivet (Kyle Catlett) e la madre (Helena Bonham Carter) che mettono un po’ in ombra gli altri personaggi.

Buono il ritmo, l’alternanza di momenti comici a momenti riflessivi e a momenti di sfrenata fantasia. Il viaggio di T.S. non è solo fisico ma anche metaforico, attraverso questa avventura il bambino scopre il suo ruolo nella famiglia e nel mondo.

Molto bella la fotografia, lo scenario e le riprese paesaggistiche che comunicano un senso di meraviglia, di pace ma anche di grandezza con un sottofondo poetico. C’è da dire che poi, il piccolo mondo di T.S. Spivet è ritratto in maniera eccellente: la semplice vita domestica, l’inspiegabile attrazione fra i genitori così diversi, la teatralità della sorella e la complicità con lo sfortunato gemello. Un simpatico quadretto che da vita ad un’avventura rilassante, divertente e coinvolgente.

Le gocce prendono sempre il percorso con meno resistenza, per gli esseri umani è il contrario.” (cit. Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet). [Acquista il film Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet in offerta su Amazon]

Giugno 2015: Le regole del caos

Film da vedere 2015 - Le regole del caos

Sabine De Barra è una donna di talento, amante delle piante e dei giardini, passione che l’ha portata ad un lavoro indipendente che le permette di mantenersi e di esprimere la sua passione è la sua creatività. Nel 1682 viene chiamata a Versailles per presentare il proprio progetto di un futuro giardino che renda ancora più spettacolare la regia e lasci la corte di Luigi XIV senza fiato. Fra lo sconcerto degli uomini di corte e di coloro che sono in lizza, André Le Notre il paesaggista dei giardini della regia nomina Sabine. Inizialmente Andrè è scettico, è attratto ma confuso rispetto al groviglio d’idee creative che lei rappresenta, lui così ligio alle regole si aspetta una perfezione che rispecchi assolutamente i canoni classici di Versailles. Tuttavia rimane affascinato dai progetti di Sabine e decide che si costruirà a modo suo uno dei giardini principali. Il lavoro si dimostra da subito tutt’altro che facile: il fatto d’esser una donna architetto, il fatto d’aver poco tempo e diversi impedimenti sembrano non volgere a favore di un esito positivo dell’impresa. Poi c’è l’attrazione crescente fra Sabine ed Andrè, spiriti affini poco propensi a lasciarsi andare, ognuno per i suoi motivi. La moglie gelosissima di lui, ben presto si accorge del legame nascente e medita vendetta. Nel mentre Sabine fa incontri inaspettati e scopre l’animo sensibile del re.

Le regole del caos è un film suggestivo, affascinante, malinconico. Curato nei minimi dettagli, presenta una splendida atmosfera, una fotografia incantevole in cui si ritrae la natura, gli splendidi giardini di Sabine che ne riflettono le meravigliose sfaccettature interiori e poi i paesaggi selvaggi, la splendida campagna francese.

Un film visionario in costume, d’impostazione decisamente teatrale, su un progetto ambizioso ma che parla anche della natura umana: del gioco dei ruoli, della bellezza delle cose destinata a svanire, del dolore e della malinconia ma anche della tenacia e del ritrovare se stessi in ciò che si fa, o in ciò in cui si crede. Un passaggio degno di nota l’attrazione fra i due “giardinieri” delicata, non zuccherosa, non lacrimosa decisamente un’ottima scelta.

Sceneggiatura e resa barocca, nello stile ma anche nelle immagini, tutta la storia viene girata sull’impronta di un’opera teatrale, di un balletto a Versailles e viene concepita come una bolla, fuori dal tempo e fuori dai recenti canoni cinematografici. Questo è il suo punto di forza e questo ottiene l’effetto di gradevole visione.

Film straordinario, da vedere assolutamente nel 2015!

A volte anche in un ambiente ostile decisione, coraggio e un po’ di caos sono tutto ciò che serve.” (cit. film Le regole del caos). [Acquista il film Le regole del caos in offerta su Amazon]

Luglio 2015: Babadook

Film da vedere 2015 - Babadook
Film da vedere 2015 – Babadook

Visione sconsigliata ad un pubblico di minori.

Amelia è un’infermiera che vive con il suo bambino, in completa solitudine ed isolamento, salvo sporadici contatti con la sorella. La depressione s’è portata via la vita di Amelia, la sua gioia e perfino la capacità di amare suo figlio, la causa è l’incidente in macchina che le ha portato via l’amato marito, la notte in cui nacque Sam. Sam è un bambino molto difficile: vittima di attacchi psicotici, violento ed a volte inquietante, come quando s’infila in testa c’è un babau che lo perseguita e li vuole uccidere, per cui prega la madre di non lasciarlo entrare.

Tutto inizia con un libro, le cui figure pop-up mostrano il Babadook, un babau di cui una volta fatto entrare non ci si può più liberare.

Amelia non crede alle farneticazioni del figlio, ma presto inizia ad avere anche lei strane visioni, iniziano strani incidenti e qualcosa la porta a pensare che effettivamente lei ed il suo bambino non siano soli in quella casa. Decide di isolarsi ancora di più e di capire cosa sta succedendo, di stare il Babadook e cacciarlo.

Ma liberarsi del Babadook non è affatto semplice.

Questo non è il solito film su un Babau. Babadook non è il solito film di paura. Niente salti sulla sedia, porte che si spalancano, oggetti che si animano. Questo film di Jennifer Kent, è orientato verso una paura più sottile, non quella dei fantasmi e dei mostri che è una paura apparente ma quella più profonda, radicata dentro di noi che sovente neghiamo: la paura d’impazzire, di fare del male, di diventare ciò che non vogliamo essere. Su questi sentimenti gioca Babadook parlando di uno dei grandi tabù della storia: perché una madre dovrebbe voler fare del male al figlio, da dove le nasce questa violenza?

E’ un film che parla anche di confini: fra la salute mentale ed il dolore, fra la solitudine e la rassegnazione e parla anche di disperazione, di accettazione e di amore infine. Sam ha capito subito tutto, sa molto più di quello che sembra e da subito dichiara di voler difendere e proteggere sua madre e la difenderà dal Babadook, perché la ama.

Film senza dubbio ansiogeno, con molta tensione, molto orrore, quello vero ma anche ricco di significato. Consigliato anche ai non amanti dell’horror, per via dei suoi risvolti psicologi. Assolutamente sconsigliata la visione ai minori.

Se pronunci una parola o lo stai ad osservare, del Babadook non ti puoi più disfare.” (cit. Babadook). [Acquista il film Babadook in offerta su Amazon]

Agosto 2015: Quando c’era Marnie

Film da vedere 2015 - Quando c'era Marnie

Anna è una ragazza di dodici anni, afflitta dall’asma ma anche da un’improvvisa ed inspiegabile depressione. La madre adottiva decide di mandarla in vacanza da dei parenti, in un villaggio sul mare sperando che si ristabilisca e cambi umore.

Anna, con il suo inseparabile album da disegno, parte per la nuova destinazione trovando una famiglia accogliente al suo arrivo. Tuttavia il velo di tristezza permane e non riesce a fare amicizia con le ragazze del luogo. Durante una delle sue esplorazioni, Marnie scorge una grande casa oltre una palude che una notte, presa dalla malinconia, riesce a raggiungere. Qui scopre che vive Marnie una sua coetanea, con la quale instaura una grande amicizia. Anche Marnie si sente molto sola e cerca sostegno nell’amicizia con Anna, le due passano molto tempo insieme passeggiando ed esplorando i dintorni e passano molto tempo a chiacchierare delle loro vite.

Eppure c’è qualcosa di strano: tutti sostengono che la casa sia disabitata, le due ogni tanto si perdono di vista ed un giorno Anna vi trova un’altra famiglia, la cui figlia ha trovato il diario di Marnie…

Anna è decisa a scoprire la storia di Marnie ed a non far morire la loro amicizia. Ma chi è veramente Marnie?

Quando c’era Marnie è un piccolo capolavoro, forse l’ultimo dello Studio Ghibli. E’ un film d’animazione delicato ed allo stesso tempo intenso, che vi farà commuovere con la sua genuinità e semplicità dei sentimenti. Marnie ed Anna hanno molto in comune, entrambe sole ed entrambe tristi, alla ricerca di qualcuno che possa capirle.

Dunque il tema dell’amicizia, dell’anima gemella che non è per forza una persona di cui c’innamoriamo; il tema del dolore e della sofferenza nei bambini/adolescenti ed il tema della famiglia anche, Anna ha perso la sua ma è stata adottata e Marnie ha una famiglia che non si cura di lei. Il tema principe è l’amicizia, dicevo, che travalica i confini del tempo e dello spazio: Marnie appartiene al passato ed Anna al presente, eppure le due si vedono e si parlano come se si fossero incontrate nel momento del bisogno, congiungendo le due linee temporali.

Quando c’era Marnie è un film da seguire con attenzione, specie per via dei salti temporali ma soprattutto perché ci son due misteri da svelare: chi è Marnie e qual è il motivo della depressione di Anna.

Fantastici i disegni e bellissima la narrazione, ma soprattutto le colonne sonore, da non perdere la canzone di chiusura “Fine On The Outside” di Priscilla Ahn.

Decisamente una piccola perla, un film da non perdere!

Promettimelo. Che resteremo un segreto. Per sempre” (cit. Quando c’era Marnie). [Acquista il film Quando c’era Marnie in offerta su Amazon]

Settembre 2015: Città di carta

Film da vedere 2015 - Citta di carta

Quentin e Margo sono vicini di casa, fin da bambini e sono sempre stati amici anche se molto diversi l’uno dall’altra: Margo è un’avventuriera amante dei misteri mentre Quentin è un nerd, timido, prudente e poco avventuroso. Quentin e Margo crescendo si sono allontanati, ma questo non ha sminuito la cotta che il ragazzo prova nei suoi confronti. Ma Margo è la reginetta del liceo, lontana ed inarrivabile. Finchè una notte si presenta alla sua finestra per chiedere aiuto: le occorre che Quentin le dia man forte nel suo piano di vendetta. Per una notte Quentin sarà il temerario e impavido aiutante di Margo. Dopo quella notte, Quentin spera che fra loro le cose cambieranno ma il giorno dopo Margo è scomparsa. Per i genitori è del tutto normale, è un vizio di Margo, ma Quentin pensa che stavolta ci sia qualcosa sotto ed è sicuro che gli indizi che lei ha lasciato siano un invito per lui a trovarla. Quentin decide d’imbarcarsi in quest’avventura ed a lui si uniranno i suoi migliori amici e la migliore amica di Margo. Riuscirà Quentin a trovarla e a dirle che l’ama?

Film molto interessante Città di carta, non fatevi ingannare, non parla di una storia d’amore fra due adolescenti e più un film di formazione, sul passaggio da adulti ad adolescenti, ma è anche un film sull’amicizia e sul significato dei sentimenti. Inizia come un classico film di adolescenti: lui ha una cotta per lei che non se lo fila finché non ha bisogno di aiuto e tira fuori il lato avventuroso di lui, facendolo uscire dal guscio. Ma è un’illusione? Il giorno dopo lei non c’è più e qui inizia il mistero, perché è andata via? Perchè vuole che sia Quentin a trovarla? Il film prende la piega di un viaggio on the road, con gli amici di Quentin che si uniscono a lui nella ricerca della misteriosa Margo che ha seminato vari indizi. Inizia l’avventura: è l’ultima estate che il gruppo passerà insieme, è il primo week end che gli amici di Quentin trascorrono da soli con le ragazze ed inoltre hanno un tempo prestabilito perché entro tot ore dovranno trovarsi al ballo di fine anno a cui tengono moltissimo. Quentin dopo questo viaggio capirà davvero tante cose. Città di carta è un film decisamente molto scorrevole, leggero, riflessivo con un finale decisamente inaspettato.

“Andrai nelle città di carta e non tornerai più indietro.” (cit. film Città di carta).

Ottobre 2015: Crimson Peak

Film da Vedere 2015 - Crimson Peak

Edith Cushing è la figlia di un importante uomo d’affari al cospetto del quale un giorno si presenta un giovane baronetto, in cerca di finanziamenti per la sua invenzione. Edith non sopporta le etichette nobiliari, il suo sogno è diventare una scrittrice, il suo tormento sono i fantasmi.

Una notte, mentre era bambina il fantasma di sua madre, morta di colera, le fece visita per metterla in guardia da Crimson Peak. Accadde lo stesso fatto quattordici anni dopo.

Ora a sconvolgere la vita di Edith arriva questo baronetto, Thomas Sharp seguito come un’ombra dalla sorella Lucille, i due indossano abiti fuori moda anche se ricchi e portano con sé un oscuro alone di mistero. E’ proprio questo fatto a non convincere il padre di Edith che inizia ad indagare sui fratelli, che scende a patti con Thomas perché questi se ne vada e spezzi il cuore della figlia e che infine muore.

Edith sposa Thomas e va a vivere con lui, e la sorella, nel castello di famiglia, un dimora cadente piena di segreti e fantasmi. Mentre Thomas lavora alla sua invenzione per estrarre l’argilla rossa da sotto la proprietà, Edith è sempre più angosciata dai suoi malesseri e dalle sue visioni. Sarà proprio un’inconsapevole Thomas a rivelarle il nomignolo della proprietà: Crimson Peak. Edith pur spaventatissima è sempre più decisa a scoprire la verità.

Ottima prova per Guillermo Del Toro che costruisce un thriller/horror in una perfetta ambientazione gotica. E’ vero un po’ troppo lungo ma che lascia con il fiato sospeso. Tom Hiddleston e Mia Wasikowska, guidano una lenta danza fra amore, orrore e segreti, incessantemente sorvegliati da Jessica Chastain nei panni di Lucille, l’algida e terribile sorella. Crimson Peak è una dimora, uno scrigno di bugie, di tormento, di torbidi ricordi e di paura. Edith avrebbe davvero dovuto guardarsene ma ora deve andare fino in fondo per salvare se stessa e non solo. A conti fatti sì, c’è più thriller che horror ma devo ammettere che è un film abbastanza ansiogeno con un ritmo incalzante, decisamente ben fatto.

Consigliato vivamente, possibilmente da non guardare in una notte buia e tempestosa piena di sussurri e scricchiolii. Ottimo comunque per Halloween, su questo non c’è dubbio.

Una casa così antica col tempo diventa una creatura viva, comincia a trattenere le cose, alcune buone, alcune cattive e alcune sulle quali dovrebbe scendere un eterno silenzio” (cit. film Crimson Peak).

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