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Le due vie del destino - The Railway Man: trama, recensione e trailer
Le due vie del destino - The Railway Man: trama, recensione e trailer del film

Le due vie del destino – The Railway Man: trama, recensione e trailer

Molto atteso il nuovo film con Nicole Kidman e Colin Firth “Le due vie del destino – The Railway Man”. Intenso, struggente ed appassionato ecco come lo si potrebbe definire. Nicole Kidman è sempre una garanzia, sarà che a me piace molto come attrice, sono stata invece un po’ in dubbio su Colin Firth, seppure sia anche lui un bravo attore anche se generalmente troppo compassato e serio.

Una curiosità: il film non è di natura fantasiosa ma è stato tratto dalla biografia di Eric Lomax.

Le due vie del destino: la trama del film

1942. Eric Lomax è un ufficiale britannico, con la passione per i treni. Durante un agguato a Singapore viene catturato con i suoi compagni da alcuni guerriglieri giapponesi. La sua passione si trasforma nel suo destino: viene infatti mandato a lavorare nella Ferrovia della morte, un luogo in cui davvero in pochi sopravvivono perchè le condizioni sono pessime e difatti quasi tutti quelli che vi vengono deportati muoiono. Lomax rimane traumatizzatoin particolare dalle torture inflettigli dall’ufficiale giapponese Takashi Nagase.

1980. Lomax incontra Patti, bellissima, e la sposa; questo sembra calmare i suoi incubi ma in realtà il tutto torna a galla. Patti vuole vederci chiaro e scopre molte cose, fra cui che il torturatore del marito è ancora vivo….

Cosa accadrebbe se Lomax lo sapesse e cercasse vendetta?

Le due vie del destino: la recensione del film

Le due vie del destino – The Railway Man è un film dalla sceneggiatura e narrazione molto classica, in cui si avvicendano stili e storie di anni differenti dai ’40 agli ’80.

Fra i temi affrontati da Le due vie del destino spiccano l’onore, gli orrori della guerra, l’amore ma anche la vendetta e la paura. Evicativo in modo forte, melodrammatico, con un’emotività che traspare in ogni scena. Non è che le scene di tortura siano esplicite ma ciò che non si vede si può intuire e forse ciò è ancora più angosciante. Il tutto è contornato da una colonna sonora notevole che molto spesso è fatta non tanto di musica quanto di suoni e rumori.

Qual è il succo di questo film? La conoscenza dell’animo umano? L’umiliazione, l’orrore e la paura? La resistenza della psiche umana? Forse tutte queste cose insieme, sicuramente la forte tematica di ciò che accade durante i conflitti e di cui non si dice nulla. Fa naturalmente pensare ai fatti che stanno accadendo nei nostri tempi ma che sono sempre accaduti in tempi di guerra. In questo senso è un film esplicito che parla direttamente della realtà vissuta dai soldati in tempi di guerra.

Il quesito principe che attraversa il film naturalmente è: come può un uomo torturarne un altro? Come può questi non rimanerne ossessionato? Come mandano avanti entrambi le proprie vite? Che poi sono gli stessi quesiti che ci si è posti per il fenomeno del nazismo a cui si è tentato varie volte di dare una spiegazione.

Come sempre splendida Nicole Kidman intensa e forte ma allo stesso tempo sensibile e delicata, si cala perfettamente nel ruolo della donna che decide di aiutare il suo amato ma è anche tormentata dai dubbi sul futuro che potrebbe attenderli e sulla piega che prenderanno i fatti a causa di alcune scelte. Colin Firth anche lui calato perfettamente nel ruolo però sembra sempre un po’ troppo uguale alle precedenti interpretazioni.

Voi lo avete preferito qui o in Magic in the Moonlight?

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Le due vie del destino: il trailer italiano

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