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I due volti di gennaio: trama, recensione e trailer
I due volti di gennaio: trama, recensione e trailer

I due volti di gennaio: trama, recensione e trailer

E’ uscito da poco nelle sale l’ultimo film con il versatilissimo nonché bravissimo Viggo Mortensen: I due volti di gennaio.

Potevo non andare a vederlo? Figurarsi. Me ne sono pentita? No. Piacevole, non intrigante a livelli superlativi ma decisamente apprezzato. E poi Viggo è Viggo, non si discute.

Dunque esordio per il regista Hossein Amini, che dirige questa pellicola tratta dal romanzo omonimo di Patricia Highsmith.

Chester MacFarland è un uomo magnetico, carismatico, sicuro di sé che si trova in vacanza in Grecia, nel 1962, con la sua giovane e bellissima moglie Colette. La coppia decisamente agiata, abituata a viaggiare e decisamente unita tra non molto lascerà la Grecia. Prima di partire i due incontrano però un ragazzo che si offre di far loro da guida per il tempo rimanente. Rydal, orfano di padre da non molto, sembra vedere in Chester una figura paterna ed in Colette una donna attraente. I tre si salutano poco prima della partenza ma Rydal trova qualcosa nel taxi che lo conduce all’albergo della coppia. Nel frattempo Chester ha avuto visite nella sua stanza ed un uomo rimane coinvolto in un incidente. Rydal offre alla coppia il suo aiuto ed inizia a sospettare che Chester non sia esattamente la persona per bene che vuol mostrare, di contro Chester inizia a sospettare che il ragazzo tenti di portargli via la moglie. Inizia così una spirale vorticosa di dubbi, sospetti, inseguimenti e drammi.

Chi è veramente Chester? Cosa vuole davvero Rydal? Chi dei due la farà franca?

Prima di tutto occorre spiegare perchè I due volti di gennaio, il titolo fa riferimento al dio romano Giano, bifronte, che è simbolo di ambiguità poiché guarda al passato ed al futuro.

Una prova decisamente impegnativa per Viggo che qui veste i panni dell’antieroe, dell’uomo bello e fascinoso tormentato però dai sospetti e con un lato oscuro difficile a vedersi che pian piano emerge come una marea inarrestabile.

Chester è l’inizio e suo malgrado la causa scatenante degli eventi inarrestabili che s’innescano. La scoperta, la fuga, l’inseguimento e non aggiungo altro. Fa parte di un triangolo amoroso con la moglie Colette ed il giovane Rydal, il cui personaggio tuttavia rimane un po’ indefinito, nebuloso: tentato da Colette, ingannato da Chester, a sua volta ingannatore, affascinato dai soldi, si muove in una situazione un po’ ambigua di chi sa e potrebbe usare ciò che sa come un’arma fingendo di voler aiutare.

I sospetti di Chester su Colette, di cui è follemente innamorato e geloso, crescono e crescono fino ad impossessarsi della sua mente e nello stesso tempo il suo obiettivo è salvarsi quindi trovare sempre la giusta via di fuga.

Un thriller raffinato, psicologico, sofisticato, una trama ed un intreccio, un intrigo quasi alla Hitchcook a cui si rifà per i personaggi, soprattutto Chester e Colette, ma anche per l’ambientazione: l’affascinante Grecia assolata e piena di vita la notte, i paesaggi desolati e la maestosità delle antiche rovine.

Tanti i riferimenti cinematografici: da L’altro uomo e L’uomo che sapeva troppo di Alfred Hitchcock, a Delitto in pieno sole di René Clément, a Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella a Il terzo uomo di Carol Reed.

E’ vero che ad un certo punto s’inizia ad avvertire un po’ d’insofferenza per la tensione prolungata che sfocia nel colpo di scena, inghiottito dal ritmo sembra più incalzante del finale.

Il mio giudizio è che I due volti di gennaio sia un film gradevole, sebbene a tratti leggermente pesante, che l’interpretazione degli attori sia stata più che buona e che lo stile sia stato un po’ troppo volutamente scopiazzato anche se con grande classe. Consigliato agli amanti dei thriller d’un tempo e naturalmente ai fan di Hitchcook, senza troppe pretese però.

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