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Babadook: trama, trailer e la recensione del film
Babadook: trama, trailer e la recensione del film

Babadook: trama, trailer e la recensione del film

“…If it’s in a word, or it’s in a look….You can’t get rid of the Babadook.”

Chi non ha mai avuto paura del babau nella propria infanzia? Quasi tutti ne abbiamo avuto uno che abitava sotto il letto, nell’armadio o in cantina o nei luoghi bui e freddi della casa. Il babau di questa storia è un po’ diverso. Ci sono mostri sopranaturali dei quali ci si può accertare della loro non esistenza, ma ci sono anche altri tipi di mostri, più oscuri, latenti che non si possono facilmente vedere, ma che sono ben più reali e più terribili.

The Babadook, diretto da Jennifer Kent, è appena uscito nelle sale italiane e c’è grande aspettativa su di lui. E’ prevista inoltre l’uscita di un edizione limitata del libro pop up così come appare nel film.

Devo ammettere che con il tempo non sono più una grande estimatrice di horror, ma questa storia è oltre, non parliamo di comune terrore ma di qualcosa di più sottile, psicologico e disturbante. Un po’ la stoffa di Stephen King con l’arte di Hitchcock.

“…Se pronunci una parola o lo stai ad osservare…del Babadook non ti puoi più disfare.”

Babadook: la trama del film

Una donna sola, un bambino problematico, un mare di dolore che li avvolge.

Amelia non è più la stessa da che suo marito è morto, un tragico incidente glielo ha strappato via sei anni fa. Non è riuscita a legare bene neppure con suo figlio, Samuel, nonostante l’evidente bisogno di affetto di entrambi. Samuel è un bambino decisamente problematico, affetto da epilessia e con evidenti segni di autismo, fobie per i mostri e attacchi di violenza.

Amelia e Samuel vivono la propria piccola vita, relegati agli angoli della società, guardati dall’alto in basso. Amelia alle prese con uno sfiancante lavoro come infermiera, con i problemi creati da Samuel a scuola e con i suoi coetanei, non dorme da un bel po’ di tempo e ha perso ogni speranza di ricominciare una vita normale.

La sera si compie il rituale che pone fine alla routine giornaliera: guardare che non ci siano babau nascosti e leggere un libro.

Samuel trova nello scaffale il libro “The Babadook” un inquietante storia su un babau. Amelia ne rimane turbata, Samuel ne diventa ossessionato, in qualche modo è convinto che il Babadook entrerà in casa loro. Amelia si ostina a credere che sia solo un libro ma incominciano ad accadere fatti inquietanti…il babadook vuole entrare…

The Babadook: la recensione

Decisamente questo non è un horror comune. Non vedrete sangue a fiumi, musica ad alto volume ad indicarvi scene di terrore, né effetti speciali strabilianti. Questa è la semplice e terribile storia di due persone sole che cercando di districarsi in una ragnatela di dolore e paura.

The Babadook è un horror sottile, che instilla la paura scena dopo scena, che s’insidia nell’animo attraverso la desolazione e la solitudine della routine di questa famiglia sull’orlo della disperazione. IL babau abita davvero la loro casa e Samuel, nonostante la sua diversità, ha capito tutto fin dall’inizio. E’ lui stesso che ci svela in modo criptico chi è The Babadook. Non è un film complesso, difficile da seguire o che vi farà saltare sulla sedia, è un film che mostra la quotidianità, le piccole tragedie, i problemi e quello che c’è nascosto sotto…

Atmosfera notevole di tensione graduale, tutto contribuisce a rendere la sensazione di angoscia e solitudine: dalle trasmissioni nella vecchia tv, ai colori sbiaditi e tendenti al grigio.

Bravissima Essie Davis, già vista nel ruolo della moglie del pittore Vermeer ne “La ragazza con l’orecchino di perla”, in questo frangente di madre oppressa dal dolore, spaventata dai sentimenti e non solo, alle prese con un babau molto reale. Molto bene anche Noah Wiseman nel ruolo del bambino disturbato che in realtà sente e capisce molto più della madre, a cui vuole bene e che vuole proteggere a qualsiasi costo. Gli altri personaggi secondari costituiscono un’interessante ed arguto corollario: si va dall’anziana vicina premurosa, alla sorella perbenista di Amelia che non s’interessa affatto di lei fino al collega di Amelia non indifferente alla loro situazione.

Sorprendente il finale che è un po’ il morale della favola. Ma su questo non vi sarà detto nulla per non rovinarvi la sorpresa.

“Mister Babadook si fa chiamare e questo è il libro dove lo puoi trovare. Un suono roboante e poi tre colpi secchi…ba ba ba dook dook dook….”

Babadook: il trailer italiano

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