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Non buttiamoci giù: trama, recensione e trailer
Non buttiamoci giù: trama, recensione e trailer

Non buttiamoci giù: trama, recensione e trailer

In un periodo brutto come il nostro in cui, purtroppo i telegiornali non fanno che annunciarci sventure e suicidi di persone disperate, ecco un film, Non buttiamoci giù, che ha per protagonisti quattro disperati il cui incontro cambierà le vite di ciascuno di loro. Interessante no? Coincidenza o destino?

Martin (Pierce Brosnan), Maureen (Toni Collette), Jess (Imogen Poots) e J.J. (Aaron Paul) si ritrovano, la notte di capodanno sulla cima di un palazzo di Londra. Non si conoscono ma hanno un obiettivo comune: suicidarsi. Martin Sharp è conduttore televisivo in declino con uno scandalo alle base, pare per aver tradito la moglie; Maureen dice di sentirsi “imponente” si scoprirà che ha sacrificato gran parte della sua vita al figlio, J.J. Non rivela granchè della sua vita e sembra affetto da non meglio precisati attacchi di panico (anche se inizialmente dice di volersi suicidarsi perchè ha un tumore al cervello) e Jess sembra solo in cerca di attenzione anche se poi si scoprirà che non mai superato il trauma della scomparsa della sorella. I quattro non appaiono subito molto affiatati, ciò nonostante tendono subito ad essere solidali ed aiutarsi a vicenda. Dopo essersi separati sul tetto, Martin incontra Maureen sotto la pioggia e le da un passaggio, incontrano J.J. E raccolgono anche lui e poi è il turno di Jess che dice di voler andare a caccia del suo ex che l’ha lasciata poco prima. Gli altri tre decidono di seguirla perchè credono che si metterà nei guai, cosa che puntualmente succede. Sono quindi costretti a portare Jess in ospedale perchè in un locale ha assunto delle pastiglie. E’ a questo punto che Jess propone il patto: nessuno si suiciderà prima di San Valentino. Jess non è tuttavia convinta della serietà degli altri tre e decide di pedinarli, incontrando invece il padre, un pezzo grosso inseguito dalla stampa che ha scoperto i propositi suicidi della figlia. Martin li interrompe perchè essendo stato dell’ambiente sa che i giornalisti sono a conoscenza della loro storia. Decidono tutti e quattro di rifugiarsi da Maureen, dove conoscono suo figlio disabile e dove decidono che anziché fuggire affronteranno la stampa. I quattro diventano famosi e finiscono nei talk show. La situazione presto si fa opprimente ed i quattro decidono di concedersi una vacanza che non va a finire benissimo. Maureen tornata a casa dovrà trovarsi di fronte ad una situazione dolorosa ma arriveranno Martin e Jess a confortarla e tutti e tre infine si accorgeranno della situazione di J.J. E cercheranno di salvarlo. Le loro vite cambieranno per sempre.

Non buttiamoci giù, tratto dall’omonimo libro di Nick Hornby, è una storia interessante soprattutto dal punto di vista del fatto destino/coincidenza che porta i personaggi, dopo questo fortuito incontro, a vedere la vita sotto una diversa prospettiva. L’inizio è un po’ lento, un po’ farraginoso, con questo imbarazzo fra loro, questo mi butto/non mi butto.

Tutto sommato mi aspettavo una storia più elevata, con personaggi dal carattere meglio definito (si salvano solo Maureen fragile, sola e disorientata e Jess sfacciata, scapestrata, disinibita e visibilmente smarrita).

Mi è piaciuto il fatto che la narrazione fosse equamente distribuita fra i quattro personaggi e che sia stato ritagliato per tutti e quattro uno spazio in cui abbiamo parlato di se stessi mostrando la propria vita al pubblico. Anche se, è evidente, che il personaggio principale è Jess che predomina con la sua storia ed il suo carattere sugli altri, il suo essere combattuta, il suo combattere quotidianamente ed il suo altruismo innato che la porta a soccorrere e comprendere gli altri tre.

Senza dubbio Non buttiamoci giù è un film interessante ma manca di humour ed il gruppo di attori non sembra granchè affiatato. Credo che Maureen sia il personaggio che ho apprezzato di più, i suoi motivi di suicidio sono differenti dagli altri ma anche il suo modo di vivere è decisamente diverso. Martin l’ho trovato vuoto, scialbo, poco interessato in generale, J.J. Troppo introverso, chiuso, sembrava più una comparsa che uno dei personaggi principali ed il personaggio di Jess mi ha fatto bene perchè grattando la superficie dorata di sfacciataggine e ribellione sono emerse la disperazione, l’amarezza e la solitudine.

Ho apprezzato il finale che ho trovato dolce e calzante, il lieto fine che augurerei a tutti coloro che stanno vivendo una situazione disperata. Il suicidio non è, mai, un’eventuale possibilità giusta.

Un bel film da vedere. Buona visione.

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