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L’uomo d’acciaio: la recensione del film e trailer
L’uomo d’acciaio: la recensione del film e trailer

L’uomo d’acciaio: la recensione del film e trailer

Continua la saga di Superman, l’eroe che resiste al tempo. Forse non è il più vecchio ma è senz’altro il più apprezzato, quello di cui si continua a parlare e raccontare e su cui si costruiscono dei film. Ed ecco “L’uomo d’acciaio” l’ennesimo Superman stavolta interpretato da Henry Cavill. Non è che io abbia qualcosa contro i film su Superman ma per me Christopher Reeve è stato l’unico Superman degno di nota e tutti questi film postumi sono un pallido tentativo d’imitazione dei primi.

La storia di Superman la conosciamo bene o male tutti: Krypton è un pianeta in rovina che sta per implodere anche a causa del colpo di stato del generale Zod. Jor-El, uno scienziato del pianeta, crea una capsula in cui rinchiude suo figlio neonato Kal che lancerà poi nel pianeta sperando che sopravviva. Kal effettivamente sopravvive ed attera nel nostro mondo, in Kansas dove viene trovato dalla famiglia Kent che lo cresce come un figlio. Man mano che cresce però Clark, questo è il suo nuovo nome, si rende conto di essere diverso dagli altri. Ben presto scopre di essere un “alieno” anche grazie ai resti di una navicella spaziale ritrovata fra i ghiacci. All’interno dei resti di questa navicella Clark scoprirà la sua vera identità e verrà guidato verso il suo scopo dall’ologramma del padre. Clark scopre così di essere Kal, speranza del pianeta distrutto e che la sua missione è fare il bene. Ma presto Clark/Kal dovrà fronteggiare l’antico nemico del suo pianeta che ha scoperto dove si trova ed è intenzionato a distruggerlo, essendo figlio del suo eterno nemico Jor-El.

Purtroppo non ci siamo, nonostante le aspettative, ho trovato il film L’uomo d’acciaio deludente sotto molti punti di vista. Prima di tutto c’è un totale distacco dal fumetto che è spiegabile con il fatto che ormai sono passati molti anni ed il cinema si è rinnovato ma si percepisce in modo quasi tangibile che questo Superman è stato ideato per esaltare la nuova tecnologia del cinema. Lo si evince anche dai numerosi effetti speciali, molto scenografici certo ma che da soli non bastano a rendere L’uomo d’acciaio un bel film. In secondo luogo il personaggio di Superman: si tratta di un supereroe votato al bene che vuole aiutare l’umanità mentre in questo film ci viene mostrato il conflitto fra l’uomo Clark e l’eroe Kal nonché il fatto che tutto il film sia incentrato sulla lotta fra Kal e Zod. Insomma dov’è la fantasia? Dov’è la lotta del bene contro il male?

Per non parlare della logica temporale deturpata dagli improvvisi flashback in cui Clark si rivede bambino, dunque è assente quasi totalmente la classica cronologia temporale di Superman: neonato, bambino, ragazzo, uomo ed eroe. Nel film Clark passa in un lampo dall’essere bambino all’essere uomo. E vogliamo parlare dell’interpretazione di Henry Cavill? Totalmente ingessato, interpreta Superman senza un briciolo di passione, d’intensità come se non avesse mai visto un film di Superman o mai letto un fumetto. Ho trovato ottimo invece Russell Crowe che mantiene intatta la sua patina di eroe d’altri tempi e uomo tutto d’un pezzo mentre Kevin Costner ce la mette tutta ma è sottotono, appare poco convinto ed un po’ forzato nel suo ruolo di padre adottivo di Clark.

Nel complesso direi che L’uomo d’acciaio, questo “nuovo” Superman senza passato, non mi ha per niente convinto ed è stata decisamente una delusione. A voi è piaciuto? O vi manca Christopher Reeve?

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