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Veloce come il vento: trama, trailer italiano e la recensione del film drammatico diretto da Matteo Rovere e con protagonisti Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Roberta Mattei, Paolo Graziosi, Lorenzo Gioielli.

Veloce come il vento: trama, trailer e recensione

Veloce come il vento o non tutto il cinema italiano viene per nuocere.

Una parola per questo film: spettacolo.

Matteo Rovere (già produttore di Smetto quando voglio) porta in scena l’adrenalina, ricostruisce la storia di un mito dimenticato del rally, Carlo Capone (interpretato da Accorsi).

Non c’è niente da fare signori, un buon film è e rimane un buon film e lo si vede dal trailer. Sarà il mio fiuto, sarà quel che volete ma se io so che è un buon film, lo è e basta. Del resto non vi consiglierei di andare a vedere patacche e son spietata con quei film che hanno un livello d’intrattenimento pari a zero.

Bando alle ciance, anteprima di Veloce come il vento, guardo il trailer: già mi piace la soundtrack Sail, mi piace questo ruolo nuovo per Accorsi, bene il nuovo volto della De Angelis, bene la storia vera e bene lo spirito di azione miscelato all’humor. Ci sta, vado a vederlo.

Veloce come il vento: la trama

“Nostro Signore del sangue che corre nel buio delle vene. Reggi il mio braccio sul volante, regola la forza dei miei piedi sull’acceleratore e freno, proteggimi e fa che niente mi accada”.

Giulia, 17 anni, un fratellino (Nico) a cui badare, una madre che se n’è andata. Lei è una pilota di rally, guidata da suo padre cerca di vincere ma poi la caduta nel buio. Suo padre muore colto da infarto e lei scopre che la loro casa a breve verrà pignorata.

Al funerale del padre, ricompare Loris, il fratello maggiore, ex campione di rally andatosene di casa da 10 anni, ora un tossico che vive in una roulotte.

L’unica possibilità di Giulia di non perdere la casa ed il fratellino è vincere il campionato, per farlo deve accogliere suo fratello tossico in casa, come tutore visto che non ci sono più adulti, deve chiedergli di allenarla e deve sorbirsi tutti i problemi che porta in casa.

Fidanzata tossica, risse, incidenti e guai d’ogni genere ecco cosa combina Loris ma da quando lui la allena lei comincia a vincere. Purtroppo Loris non è capace di star lontano dal baratro e ci trascina dentro Giulia. La loro unica possibilità era vincere una gara e la ragazza rischia di vederla scomparire. Come farà a tenersi la casa ed ad impedire che diano in adozione Nico?

Veloce come il vento: il trailer del film

Veloce come il vento: la recensione

Da dove cominciare?

Parto dalle soundtrack: veramente azzeccate, a cominciare da Sail di Aaron Bruno, noto come AWOLNATION (la canzone del trailer e della scena “Ma guida come al luna park?”), tutte decisamente in tono.

Accorsi? Ne vogliamo parlare, “vacca boia” questo è il suo inno nell’affrontare tutte le sfide che la vita gli propone, che deve seguire per amore delle macchine e della famiglia. Accorsi per interpretare questo ruolo ha perso 10 chili ed i truccatori hanno fatto un lavoro eccezionale. Lui è un grande di per sé: nel suo personaggio non c’è autocommiserazione, sensi di colpa, no è un uomo scazzato che ha visto giorni migliori e che fa le sue scelte in modo, in teoria, consapevole e che prende più o meno tutto alla leggera.

Bene il volto emergente di Matilde De Angelis, pilota tosta, fragile ragazza che deve lottare e che è cresciuta molto più in fretta del resto dei suoi coetanei. La coppia ruba la scena e non ce n’è per nessuno.

La storia è accattivante, anche perché tratta da fatti reali: buona la narrazione ben bilanciata fra le vicende su pista e quelle personali, l’inizio con Loris che arriva al funerale è decisamente drammatico, la vicenda è tutta proiettata verso il futuro, del passato si fa poca menzione e non è rimasto granchè (un vestito della madre, una vecchia foto di Loris che alza una coppa e la sua macchina a prender polvere sotto un telo).

Il ritmo è intenso, adrenalinico, la tensione è spezzata dall’umorismo da disperato di Loris, con la sua parlata romagnola ed il suo modo di fare da ex vincente che non cerca di cambiare ma almeno cerca di dare una speranza a sua sorella.

Interessante il legame fra Loris e Giulia: non è una rapporto accomodante, lei stabilisce sin dall’inizio che non gliene frega nulla di lui che non devono per forza volersi bene e lui non tenta di non esser ciò che non è il bravo ed attento fratello maggiore. Cerco qualche spigolo si smussa un po’ grazie alle strambe leziosi di Loris ed alla necessità di Giulia di avere qualcuno a cui aggrapparsi, anche se alla fine deve contare sempre e solo su se stessa.

Ottime le riprese e le inquadrature, si vive ogni corsa come se si fosse in pista, si sente l’adrenalina, il rischio e la velocità, interessanti anche le riprese sfocate ovvero il mondo visto attraverso Loris.
Bello il finale, non è il solito taralluci e vino all’italiana, è una chiusura dolce che sa di vittoria degli ultimi e degli sconfitti.

Vi consiglio caldamente di andare a vedere Veloce come il vento: non è il solito film sulle gare d’auto, non è una fiction (per fortuna!) e non è la solita pappa insipida italiana che fa venire voglia di scappare dalla sala dopo i primi 5 minuti.

Veloce come il vento vi terrà inchiodati alla poltrona, vi farà ridere, emozionare e battere forte il cuore.

Fatemi sapere vostre impressioni.

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