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Un weekend da bamboccioni 2: la recensione del film e trailer
Un weekend da bamboccioni 2: la recensione del film e trailer

Un weekend da bamboccioni 2: la recensione del film e trailer

Pensavate che ci sarebbe stato un solo Weekend da bamboccioni? E invece vi sbagliavate perchè è arrivato inesorabile e puntuale, come il Natale fra poco, il sequel Un weekend da bamboccioni 2. Contenti? Se vi è piaciuto il primo lo sarete di sicuro ma spiegatemi anche cosa vi è piaciuto perchè sinceramente non trovo tanto la ragion d’essere di questo film. E’ vero che uno al cinema va per svagarsi, distrarsi, divertirsi ma questo film è proprio un’accozzaglia di demenza fatemelo dire. Gli attori non sono il problema perchè li conosciamo magari li abbiamo apprezzato in altri film ma questa è l’apoteosi della scemenza, non potevano risparmiarsela?

Comunque, ebbene sì, ritornano gli “eroi” di Un weekend da bamboccioni stavolta Lenny Feder decide di tornare a vivere nella città della sua infanzia portandosi dietro la famiglia e qui ritrova i suoi amici con i quali ha trascorso il famoso week-end. Solo che anche i suoi amici hanno figli e famiglie e ciascuno ha i suoi grattacapi: figli incompresi, poco intelligenti, figli che non sapevano di avere e con non sono poi così amichevoli oltre che non essere più bambini. E le mogli? Si spalleggiano a vicenda rinchiuse nel proprio mondo lontano dal terribile umorismo dei mariti, salvo poi unirsi alla gazzarra. Comunque i padri sono peggio dei figli, eterni ragazzini che passano la propria esistenza a fare stupidi scherzi, farsi male e ridere come matti. Lo scenario è l’ultimo giorno di scuola dei figli, le vacanze si avvicinano e i bamboccioni si divertono alla grande. Solo che stavolta i loro scherzi esagerano un attimo e colpiscono il bersaglio sbagliato quindi si trovano contro una banda di bulli inferociti.

Il punto qual è? Che forse gli attori si saranno anche divertiti un mondo ma sinceramente io credo che gli spettatori l’abbiano snobbato alla grande. Ma non bastavano film come Scemo e più scemo? Almeno lì c’era Jim Carrey qui ci troviamo di fronte un Adam Sandler che sta invecchiando, che si è impegnato a fare della comicità il suo lavoro che poi raggiunge i vertici della bassezza lasciandosi andare ad una comicità scadente, a buon mercato, di quella che riempie a tonnellate gli scaffali dei clichè. Intendiamoci a me Adam Sandler piace ma in questi film in cui cerca d’imitare l’americano medio in perenne sconvolgimento ormonale mi fa salire la tristezza. Quel che è peggio è che Adam è uno degli sceneggiatori insieme a Fred Wolf mentre alla regia troviamo Dennis Dugan (avete presente il film Piccola Peste? Ecco chi è il regista) non è quindi che è stato ingaggiato ma c’è lui dietro questa idea malsana di dare un seguito ad un film che ha fatto ridere solo i protagonisti. Sinceramente? Potevano farne a meno. Poi ci sarà anche indubbiamente a chi piace, de gustibus, ma francamente preferisco divertirmi con della sana comicità di livello un attimo più superiore perchè francamente gli scherzi dei ragazzini adolescenti li abbiamo già visti e vissuti a scuola anche al cinema no per favore.

Se l’avete visto e vi è pure piaciuto v’invito a farmelo sapere così ne parliamo.

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